Roma 2
Luglio 2018. Folco
non è alla manifestazione per caso, ha accompagnato la sua mamma.
Non è la prima volta. Ha
vissuto anche le altre giornate di lotta, anche lui è uno dei 400
esuberi. Folco
è sulla strada, di fronte a quel palazzo, dove nelle sue stanze,
sono rinchiusi i “signori” del lavoro. Quelli
che decidono la sorte dei lavoratori e delle lavoratrici, di sua
madre e del suo futuro. I manager e i loro avvocati dovrebbero vederlo questo bambino. Le loro “azioni” sono
sempre più scontate. Folco
è qui, tra queste persone disperate che sono diventate suoi amici,
in questo strano gioco fatto dagli adulti. Un
gioco inspiegabile per la sopravvivenza. Tra i suoni acuti e intensi
dei fischietti, tra quelli assordanti delle trombe
da stadio, tra i rimbombanti bidoni di pittura, nel frastuono di voci
e di canti. Folco è qui. Contro
quell'ingiusto principio della vita che trasforma il destino e la
dignità della brava gente. Con
la sua presenza ci incoraggia, i bambini ci insegnano a diventare
grandi. Folco è qui. Folco
ha scelto la vita. Lui non è il figlio del profitto, sa da che parte stare, sa riconoscere le
persone che gli vogliono bene. Come
una metafora fa volare le foglie morte trovate ai bordi del
marciapiede. I
politici dovrebbero vederlo questo bambino, le loro leggi non misurano
mai la realtà, non hanno famiglia. Ci
hanno detto che siamo troppo giovani per morire e troppo vecchi per
vivere. I
sindacalisti dovrebbero vederlo questo bambino, fuori dai loro giochi
compromessi. Oggi
Folco è qui, si tappa le orecchie e spera di aprire gli occhi su una
prospettiva diversa... su un mondo nuovo, su
un tavolo delle trattative dove non sarà mai messa in discussione la
libertà di sognare. Noi lo abbiamo visto questo bambino che ci ha reso questa giornata meno amara...
Nasce a Napoli dove vive e lavora. Si diploma all’Istituto d’arte Filippo Palizzi di Napoli. Realizza e pubblica illustrazioni e vignette umoristiche. Dal 2006 lavora con la carta e il cartone. Ha diverse mostre al suo attivo. Si occupa di didattica e spesso si confronta con artisti e musicisti. Opere presso le gallerie Glauco Cavaciuti di Milano e Nuvole Arte Contemporanea di Montesarchio (BN).