lunedì 28 marzo 2016

progetto per nulla

L'associazione Don Chisciotte cura la seconda incursione d'arte "Museo del nulla"nell'ambito delle iniziative culturali previste dal 7 al 10 aprile 2016 nell'ex manicomio La Maddalena di Aversa.
Un museo per il nulla, che ospiterà le installazioni di numerosi artisti nelle stesse sale che furono occupate da centinaia di pazienti dal 1813 al 1998 nella Reale Casa de'Matti, fondata da G. Murat.
Gli artisti sono stati invitati a interpretare il più inquietante dei temi: il nulla
L' associazione, oltre a realizzare la promozione di un originale progetto d'arte contemporanea, punta anche a fare luce sullo stato di degrado dell' ex struttura manicomiale, per sollecitarne il recupero ai fini culturali e artistici. Dai progetti eterogenei inviati dagli artisti, si può rintracciare un elemento comune: la forte relazione emozionale con lo spazio. Gli artisti, sollecitati dal luogo, carico di energia emotiva, soffocata da una spessa patina di tempo, di senso di abbandono, degrado e incuria, hanno proposto opere e installazioni coinvolgenti, intriganti, originali e di sicuro valore poetico.

Tra i progetti scelti anche il mio: VUOTI, progetto per nulla.


domenica 14 febbraio 2016

RETATA



















Retata fa parte di una serie di impronte lasciate su carta.
Un percorso preparatorio per la mostra “Rete!” di qualche anno fa. Titolo dalla duplice interpretazione. Rete gettata in mare per catturare pesci o persone indiziate di reato. Il potere ci sorprende, pronto ad immetterci sul banco freddo di un mercato globale. Italian style. Un popolo non più governato, ma vittima di se stesso e delle sue scelte. Tutti nella rete! Sguardi fissi nel vuoto. Agonizzanti, incapaci di reagire. Ci si divincola, prima di essere sopraffatti. Carabinieri, venite a prenderci.

RETATA, collage 29,7x21, è presente alla collettiva "CARTABIANCA" 
a cura di Domenico Maria Papa.

giovedì 11 febbraio 2016

cartabianca per una mostra...













Il 20 febbraio 2016 sono in buona compagnia.Esponiamo,
opere su carta, nella galleria Nuvole Arte Contemporanea
di Montesarchio (BN). La collettiva dal  titolo "cartabianca"
è stata curata da Domenico Maria Papa.

venerdì 8 gennaio 2016

vasi comunicanti 2

Libiam parole
Versami un calice di buon vino e insieme mescola parole. 
Tanti calici, tanto vino, tantissime frasi e la voglia unica di emozionarmi inebriandomi di concetti. E tanti ne versi e più ne bevo perché ho il bisogno folle di sentirmi la pelle vibrare e il cervello interagire, in un mix che sa di buono e di nuovo, di originale e di trasgressivo. Giuseppe Piscopo, maestro nell'uso del cartone, ci offre dell'ebbrezza una visione che accomuna liquidi e solidi in un continuo travasamento di concetti e di creazioni linguistiche che confluiscono in un unico contenitore. Quella bottiglia, bella da lacrime agli occhi, è molto più di un vetro da riempire. Dal nulla interno che la contraddistingue all'origine, diventa sempre di più un insieme di pensieri che fluttuano nell'aria e nell'acqua, nel cuore e nell'anima, su per il naso e giù fino alla gola. Diventa gorgoglio di frasi con un senso, bolle di sapone di pensieri in libertà, occhi di vetro fissi sulla realtà nella quale le mani portano alla bocca il sapere. Nessun vaso comunicante, ma lo scorrere di tanti contenitori che diventano diversità. Si parte dall'uno e si arriva al tutto di un pensiero mai unico, così come dovrebbe essere il dialogo figlio del rispetto. Si parte dall'uno e si arriva all'insieme di esperienze diverse che si confondono in una frase, in un concetto, in un modo personale di essere sé stessi insieme agli altri. Bianco è il vetro e domina su un fondo che sembra fatto di foglie di vite. Una vigna di Noè che risveglia sensazioni sopite e rende agili le gambe intorpidite dalle soste. L'opera di Giuseppe Piscopo è viva, incoraggia all'azione facendo sentire il suono del liquido che scende lento da un bicchiere all'altro fino all'ideale bottiglia che disegna la libertà. Un ruscello di parole che si trasforma in torrente perché le parole sono la piena della nostra intelligenza, il fluire lento del pensiero e mai acqua cheta che mina i ponti. L'opera è la voglia di esserci sempre e comunque, ma con intelligenza e umiltà.

La nota di Massimo Consorti per vasi comunicanti


mercoledì 30 dicembre 2015

vasi comunicanti



















Un calice travasa il suo contenuto in un’altro, mischia la sua cultura. Un passaggio di esperienze e di emozioni che insieme riempiono una bottiglia... la vita.

à la santé [mentale]

Nel numero 51 di "UT" l'inserto con la stampa della mia opera
"vasi comunicanti" scelta per il tema l'ebbrezza.