domenica 8 marzo 2026

LOGOUT e la lega del filo d'oro

Mercoledì 4 marzo 2026 un gruppo, proveniente dalla sede territoriale di Napoli, della lega del filo d'oro, ha visitato la mostra Logout. La comitiva era formata da persone sordocieche e con pluridisabilità psicosensoriale e dai loro accompagnatori. Questa iniziativa rientrava in una delle attività dedicate al tempo libero. Le opere in esposizione si sono prestate ad essere toccate favorendo la fruizione per il disabile. L'inclusione, il loro inserimento nella società, per una vita normale, passa anche attraverso una mostra d'arte. Una mostra, Logout, che parla anche di integrazione e di empatia, non poteva che ricevere la loro presenza. Partecipare attraverso il movimento delle mani, insieme alle mie indicazioni verbali, ha permesso loro di leggere le opere e di emozionarsi. Questa esperienza mi ha arricchito non solo umanamente ma anche professionalmente allargando il mio orizzonte sulla comunicazione visiva.





















































sabato 21 febbraio 2026

LOGOUT le opere

Come da tempo, per i miei messaggi visivi, non utilizzo solo tecniche tradizionali ma anche quotidiani, carta e cartone riciclati. Materiali "poveri" diventati col tempo la cifra stilistica del mio operato. Nel mondo seriale e industrializzato, nell’era digitale, "costruire" un opera pezzo per pezzo, come di solito uso fare, diventa un evento, una magia. Scopo principale delle mie iniziative è anche quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul rispetto dell’ambiente. Il discorso del riciclo vissuto in chiave ironica è veicolato in modo forte e chiaro attraverso l’arte visiva.



 














Il percorso è un gioco visivo, un gioco che non si nasconde, il gioco delle parti che si forma nei riquadri dei cartoni portauova. Un quadrato/contenitore, simbolo terreno. Il recinto, la casa, la comunità, il castrum. Ho lavorato su uova vere, nascoste sotto una crosta di carta. L’uovo metafora della vita e della forma. In questi nuovi lavori ho utilizzato molto il colore. La luce ci rivela i colori che con la loro forza espressiva conservano un ruolo determinante nel processo creativo. Come diceva Itten, i singoli colori raggiungono la propria espressione univoca e un preciso significato, solo in relazione ad altri colori. Come per noi il rapporto con gli altri.













































martedì 17 febbraio 2026

LOGOUT in mostra

Il tema nasce durante la pandemia. L’epidemia che ha colpito, qualche anno fa, il nostro mondo e le nostre certezze. ll titolo fa riferimento al termine inglese che significa uscire da una procedura informatica, da una applicazione. Il restare chiusi in casa, ci ha portato ad una dura riflessione sulla nostra vita attuale, sulla condizione umana e la necessità di venir fuori dalle disumane vicende del nostro tempo e dai social, che pur rivelandosi utili per tanti scopi, hanno creato una vita parallela, disattivando ogni relazione sociale. La natura esasperata ci guarda. L’ambiente e il clima ci parlano di un mondo alla deriva.

Protagonista di questo progetto è l’uovo. Con la sua inconfondibile forma essenziale è in realtà contenuto/contenitore ricco di significati simbolici. Fragile ma allo stesso tempo capace, con la sua struttura porosa e impermeabile, di proteggere la vita.


















venerdì 13 febbraio 2026

LOGOUT

Sabato 14 febbraio 2026 alle ore 11:00 si inaugura, con il patrocinio del Comune di Napoli, nella Biblioteca Universitaria di Napoli in via G. Paladino 39 la personale di Giuseppe Piscopo dal titolo LOGOUT. 
La mostra è visitabile fino al 20 marzo con i seguenti orari: lunedì/mercoledì/venerdì dalle 8.00 alle 15.00. Martedì/giovedì dalle 8.00 alle18.15. Chiuso sabato e domenica.

LOGOUT/ Il mondo è un luogo sociale, ma noi ci siamo dissociati...

Giuseppe Piscopo ritorna nella Biblioteca Universitaria di Napoli con un nuovo progetto con il quale si confronta con i testi di Wilfred Bion e di Edgar Morin. Il luogo/biblioteca, deputato alla lettura, diventa spazio naturale e idoneo per mostrare i suoi ultimi lavori.
Nel luogo della nostra quotidianità, lo spazio è da riempire con i nostri comportamenti. L'essere umano reagisce all'ambiente cercando di controllarlo.
Nelle opere esposte, il cartone portauova, diventa il contesto in cui prende forma e si muove la vita.
Un contenitore, in cui è possibile abitare, in cui è possibile accettare o respingere tutti i contenuti sensoriali ed emotivi. Il contenitore diventa la nostra storia, in cui si legittimano gli eventi, gli incidenti, le catastrofi ma anche le rivoluzioni, le invenzioni, le creazioni. Nella sala mostre Vittorio Imbriani i manufatti assumono il ruolo di garanti, di testimoni, affinché l'uovo, segno di vita, non diventi una scomoda presenza e riesca a stabilire una relazione società/individuo, che annulli la solitudine. La nostra vita è un avventura che ci fa interagire con gli altri. Per ottenere ciò, oltre alle conoscenze, ci vuole l'insegnamento a vivere, che agli uomini manca.
Come asserisce Morin: «L'essere umano è un essere fisico, biologico, psichico, culturale, sociale, storico. Questa sua complessità è spesso disintegrata dall'insegnamento disciplinare, che rende impossibile apprendere ciò che significa diventare persone. Un elemento fondamentale, spesso mancante, è la comprensione che esclude l'esclusione, che rifiuta il rifiuto. Gli ostacoli alla comprensione umana sono l'egocentrismo, l'autogiustificazione, la menzogna a se stessi, il self-deception».

Per l'artista prelevare cartoni o altro materiale che si rinnova, diventa un fare simbolico. Uno sguardo alla conservazione dell'ambiente, al riutilizzo che si presta a molte vite. Il valore estetico si sostituisce con oggetti di consumo, nel nostro caso un contenitore di uova. L'operazione si tramuta in messaggio, che ci chiede di uscire da noi stessi, dalle nostre debolezze, dalle effimere illusioni. Nell'ambiente che non si stacca dalle sue banalità, in un sistema sempre più chiuso, l'uovo rimane da solo.

C'è un riferimento alla pop art in questo universo fantastico e ironico che l'artista ci propone. Infatti nelle sue opere c'è tutta l'esperienza lavorativa di grafico, delle sue incursioni nel fumetto e nella satira disegnata. La creatività è il motore dell'evoluzione. La riforma del pensiero conduce a una riforma della vita. In questo mondo di incertezze comprendere gli altri diventa difficile. La degradazione dell'individuo nell'egoismo ci porta a distruggere la solidarietà, la responsabilità e l'inclusione. L'educazione a vivere deve stimolare l'autonomia e la libertà di pensiero. Può l'arte educare a tutto questo? Come ci dice il sottotitolo della mostra, il mondo è un luogo sociale e noi tutti non possiamo dissociarci.


giovedì 25 dicembre 2025

Mostra Internazionale D'Arte Presepiale XXX Edizione

Complesso Monumentale di S. Francesco - Pro Loco Giffoni Valle Piana (SA)

Progetto: Un Presepe per tutti
misure: base 96x48x16(da verificare) albero: 87x93

La tradizione dice presepe, il Natale, di solito, ci propone un albero. Nel nostro progetto artistico l'albero diventa presepe. Un albero modulare, con riquadri che richiamano le finestre dell'avvento. Ogni finestra contiene i personaggi principali che compongono un presepe. Al centro la natività e la sacra famiglia. La base rispetta la consuetudine costruttiva del presepe classico. Il titolo scelto è “L'albero dell'amore”. La luce del mondo si rinnova ogni anno proiettando il suo amore nei nostri cuori.

Il presepe con l'intendo di promuovere l'inclusione e la sensibilizzazione sulla disabilità è stato realizzato con Flavio, una persona non vedente, usando materiali riciclati.









































mercoledì 10 dicembre 2025

Un presepe per tutti

Con la sede della Campania della Lega del filo d'oro sono stato invitato a partecipare alla XXX edizione della Mostra Internazionale d'Arte Presepiale, organizzata dalla Pro Loco di Giffoni Valle Piana (SA), che si svolgerà dal 1 dicembre 2025 al 7 gennaio 2026 nel trecentesco Complesso Monumentale di S. Francesco.

Il progetto è stato realizzato con Flavio, persona non vedente, con la collaborazione del suo papà. L'obiettivo era quello di creare un manufatto con materiale riciclato, con l'intento di promuovere l'inclusione e la sensibilizzazione sulla disabilità.












Flavio, protagonista del progetto, nella sede di Napoli della lega del filo d'oro. 

lunedì 27 gennaio 2025

Ritratto Sonoro, la Mostra

Da sabato 18 gennaio nella sala Litza Cittanova Valenzi del Maschio Angioino sono esposte le opere selezionate del concorso "Ritratto Sonoro" . La mostra, visitabile fino al 31 gennaio, presenta 18 opere pittoriche di vari artisti accompagnate dai bozzetti preparatori realizzati durante le prove tenutesi a Villa Pignatelli nella "Settimana di Musica d'Insieme". Al vernissage oltre al Presidente della Fondazione Lucia Valenzi erano presenti per l'Associazione Alessandro Scarlatti il Presidente Oreste de Divitiis e il Direttore Tommaso Rossi, per l'Accademia di Belle Arti Olga Scotto di Vettimo e il Direttore Giuseppe Gaeta. All'evento hanno partecipato numerose persone e tra queste molti giovani.






















La mia opera: Collage sonoro in Sol(llima).


Dal titolo si evince che si tratta di un collage. La musica è una connessione emotiva. Ho evidenziato il legame tra i musicisti e i loro strumenti. Dalle note dal vivo, che hanno definito le mie emozioni visive, ho realizzato graficamente l'unione tra la Scarlatti Baroque Sinfonietta e il violoncello del sol(ista) Giovanni Sollima. I ritratti a matita, in bianco e nero, si incastrano, come in un puzzle, con i pezzettini di carta colorata, strappati dalla pubblicità dei quotidiani. Una dolce armonia di colori e di suoni. Da questo mosaico si erge, spunta fuori, l'abilità di chi suona, “il manico”. Ecco allora un pezzo tridimensionale dello strumento protagonista. Il riccio del violoncello, con la sua caratteristica forma. Alla fine la musica ha delineato il ritratto sonoro, il ritratto dei sentimenti.