Il percorso è un gioco visivo, un gioco che non si nasconde, il gioco delle parti che si forma nei riquadri dei cartoni portauova. Un quadrato/contenitore, simbolo terreno. Il recinto, la casa, la comunità, il castrum. Ho lavorato su uova vere, nascoste sotto una crosta di carta. L’uovo metafora della vita e della forma. In questi nuovi lavori ho utilizzato molto il colore. La luce ci rivela i colori che con la loro forza espressiva conservano un ruolo determinante nel processo creativo. Come diceva Itten, i singoli colori raggiungono la propria espressione univoca e un preciso significato, solo in relazione ad altri colori. Come per noi il rapporto con gli altri.
sabato 21 febbraio 2026
LOGOUT le opere
Come da tempo, per i miei messaggi visivi, non utilizzo solo tecniche tradizionali ma anche quotidiani, carta e cartone riciclati. Materiali "poveri" diventati col tempo la cifra stilistica del mio operato. Nel mondo seriale e industrializzato, nell’era digitale, "costruire" un opera pezzo per pezzo, come di solito uso fare, diventa un evento, una magia. Scopo principale delle mie iniziative è anche quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul rispetto dell’ambiente. Il discorso del riciclo vissuto in chiave ironica è veicolato in modo forte e chiaro attraverso l’arte visiva.
martedì 17 febbraio 2026
LOGOUT in mostra
Il tema nasce durante la pandemia. L’epidemia che ha colpito, qualche anno fa, il nostro mondo e le nostre certezze. ll titolo fa riferimento al termine inglese che significa uscire da una procedura informatica, da una applicazione. Il restare chiusi in casa, ci ha portato ad una dura riflessione sulla nostra vita attuale, sulla condizione umana e la necessità di venir fuori dalle disumane vicende del nostro tempo e dai social, che pur rivelandosi utili per tanti scopi, hanno creato una vita parallela, disattivando ogni relazione sociale. La natura esasperata ci guarda. L’ambiente e il clima ci parlano di un mondo alla deriva.
Protagonista di questo progetto è l’uovo. Con la sua inconfondibile forma essenziale è in realtà contenuto/contenitore ricco di significati simbolici. Fragile ma allo stesso tempo capace, con la sua struttura porosa e impermeabile, di proteggere la vita.
Protagonista di questo progetto è l’uovo. Con la sua inconfondibile forma essenziale è in realtà contenuto/contenitore ricco di significati simbolici. Fragile ma allo stesso tempo capace, con la sua struttura porosa e impermeabile, di proteggere la vita.
venerdì 13 febbraio 2026
LOGOUT
Sabato 14 febbraio 2026 alle ore 11:00 si inaugura, con il patrocinio del Comune di Napoli, nella Biblioteca Universitaria di Napoli in via G. Paladino 39 la personale di Giuseppe Piscopo dal titolo LOGOUT.
Giuseppe Piscopo ritorna nella Biblioteca Universitaria di Napoli con un nuovo progetto con il quale si confronta con i testi di Wilfred Bion e di Edgar Morin. Il luogo/biblioteca, deputato alla lettura, diventa spazio naturale e idoneo per mostrare i suoi ultimi lavori.
Nel luogo della nostra quotidianità, lo spazio è da riempire con i nostri comportamenti. L'essere umano reagisce all'ambiente cercando di controllarlo.
Nelle opere esposte, il cartone portauova, diventa il contesto in cui prende forma e si muove la vita.
Un contenitore, in cui è possibile abitare, in cui è possibile accettare o respingere tutti i contenuti sensoriali ed emotivi. Il contenitore diventa la nostra storia, in cui si legittimano gli eventi, gli incidenti, le catastrofi ma anche le rivoluzioni, le invenzioni, le creazioni. Nella sala mostre Vittorio Imbriani i manufatti assumono il ruolo di garanti, di testimoni, affinché l'uovo, segno di vita, non diventi una scomoda presenza e riesca a stabilire una relazione società/individuo, che annulli la solitudine. La nostra vita è un avventura che ci fa interagire con gli altri. Per ottenere ciò, oltre alle conoscenze, ci vuole l'insegnamento a vivere, che agli uomini manca.
Come asserisce Morin: «L'essere umano è un essere fisico, biologico, psichico, culturale, sociale, storico. Questa sua complessità è spesso disintegrata dall'insegnamento disciplinare, che rende impossibile apprendere ciò che significa diventare persone. Un elemento fondamentale, spesso mancante, è la comprensione che esclude l'esclusione, che rifiuta il rifiuto. Gli ostacoli alla comprensione umana sono l'egocentrismo, l'autogiustificazione, la menzogna a se stessi, il self-deception».
C'è un riferimento alla pop art in questo universo fantastico e ironico che l'artista ci propone. Infatti nelle sue opere c'è tutta l'esperienza lavorativa di grafico, delle sue incursioni nel fumetto e nella satira disegnata. La creatività è il motore dell'evoluzione. La riforma del pensiero conduce a una riforma della vita. In questo mondo di incertezze comprendere gli altri diventa difficile. La degradazione dell'individuo nell'egoismo ci porta a distruggere la solidarietà, la responsabilità e l'inclusione. L'educazione a vivere deve stimolare l'autonomia e la libertà di pensiero. Può l'arte educare a tutto questo? Come ci dice il sottotitolo della mostra, il mondo è un luogo sociale e noi tutti non possiamo dissociarci.
La mostra è visitabile fino al 20 marzo con i seguenti orari: lunedì/mercoledì/venerdì dalle 8.00 alle 15.00. Martedì/giovedì dalle 8.00 alle18.15. Chiuso sabato e domenica.
LOGOUT/ Il mondo è un luogo sociale, ma noi ci siamo dissociati...
Nel luogo della nostra quotidianità, lo spazio è da riempire con i nostri comportamenti. L'essere umano reagisce all'ambiente cercando di controllarlo.
Nelle opere esposte, il cartone portauova, diventa il contesto in cui prende forma e si muove la vita.
Un contenitore, in cui è possibile abitare, in cui è possibile accettare o respingere tutti i contenuti sensoriali ed emotivi. Il contenitore diventa la nostra storia, in cui si legittimano gli eventi, gli incidenti, le catastrofi ma anche le rivoluzioni, le invenzioni, le creazioni. Nella sala mostre Vittorio Imbriani i manufatti assumono il ruolo di garanti, di testimoni, affinché l'uovo, segno di vita, non diventi una scomoda presenza e riesca a stabilire una relazione società/individuo, che annulli la solitudine. La nostra vita è un avventura che ci fa interagire con gli altri. Per ottenere ciò, oltre alle conoscenze, ci vuole l'insegnamento a vivere, che agli uomini manca.
Come asserisce Morin: «L'essere umano è un essere fisico, biologico, psichico, culturale, sociale, storico. Questa sua complessità è spesso disintegrata dall'insegnamento disciplinare, che rende impossibile apprendere ciò che significa diventare persone. Un elemento fondamentale, spesso mancante, è la comprensione che esclude l'esclusione, che rifiuta il rifiuto. Gli ostacoli alla comprensione umana sono l'egocentrismo, l'autogiustificazione, la menzogna a se stessi, il self-deception».
Per l'artista prelevare cartoni o altro materiale che si rinnova, diventa un fare simbolico. Uno sguardo alla conservazione dell'ambiente, al riutilizzo che si presta a molte vite. Il valore estetico si sostituisce con oggetti di consumo, nel nostro caso un contenitore di uova. L'operazione si tramuta in messaggio, che ci chiede di uscire da noi stessi, dalle nostre debolezze, dalle effimere illusioni. Nell'ambiente che non si stacca dalle sue banalità, in un sistema sempre più chiuso, l'uovo rimane da solo.










